IL NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE HA CANCELLATO LA REALIZZAZIONE DELLE SUAP IN CAMPANIA

IL NUOVO PIANO SANITARIO REGIONALE HA CANCELLATO LA REALIZZAZIONE DELLE SUAP IN CAMPANIA

Il Presidente della Giunta Regionale della Campania, On. Stefano Caldoro, nella Sua qualità di Commissario ad acta per la Sanità in Campania,tra il 2012 e la fine del 2013, con l’emanazione del Decreto n. 112 del 19-11-13, diede pratica attuazione agli obiettivi prioritari definiti dai Progetti Sperimentali previsti dal Piano Sanitario Nazionale per gli anni 2009-2010 e alle Linee Guida approvate nella Conferenza Stato Regioni del maggio 2011 per la cura e l’assistenza delle persone in Stato vegetativo.

In questi provvedimenti venivano individuati i “ Percorsi assistenziali nelle SUAP per i soggetti in S: V: e in S.M.C.”, definendo il fabbisogno dei posti letto nelle istituende SUAP, per ognuna delle 7 ASL della Regione, ripartendone i fondi per l’immediata attivazione.

Nel primo anno ( 2013) era prevista l’attivazione di n. 78 pl dei 231 previsti dal Piano Sanitario Regionale.

Noi ringraziammo, anche a nome dei tanti familiari costretti a lunghi viaggi della speranza fuori Regione per curare i loro cari, il Dott. Morlacco, Sub Commissario ad acta, da sempre sensibile alle problematiche del coma e degli stati vegetativi, ma segnalavamo già il grave ritardo delle ASL nell’attivazione dei posti letto. Infatti solamente un’ASL ( la Napoli 2 Nord) , a quella data, attivò UNA DISCUTIBILE E DISCUSSA convenzione con una Struttura privata, per rendere operativa una SUAP, mentre nessuna altra ASL aveva organizzato un servizio dedicato di assistenza domiciliare.

Risultava altresì inesistente da parte delle ASL è il coinvolgimento delle Associazioni di volontariato specificamente impegnate nell’attività di assistenza alle famiglie di persone in S.V nei programmi socio-assistenziali.

Nonostante gli ingenti finanziamenti ricevuti dal Ministero della Salute, quei posti letto non sono mai divenuti operativi.

Come sono stati spesi quei fondi ( se sono stati spesi ?)

Le numerose richieste di accesso agli atti non ci hanno permesso di conoscere la reale situazione, per cui abbiamo dovuto avanzare denunce alla Corte dei Conti e agli organi di controllo sugli atti amministrativi.

Abbiamo richiesto di istituire la Commissione Regionale per gli Stati vegetativi prevista dall’art. 7 dell’Accordo Stato- Regioni del 6 maggio 2011, ratificato dalla Regione Campania con il Decreto Commissariale n. 70/2012, ma nulla è stato attivato, anzi si promuovono associazioni di comodo che sorgono all’interno delle strutture, che, ad oggi, da noi sensibilizzate si guardano bene dal denunciare ( e difendere ?) le famiglie dei pazienti che si trovano ad affrontare situazioni di grave criticità.

Due anni fa proponemmo la sensibilizzare delle ASL affinché venisse salvaguardata una quota pubblica nella istituzione delle SUAP, in particolare valutandola istituzione dei reparti negli ospedali ove è attivo un reparto di neuro riabilitazione, per prevenire il fenomeno della trasformazione di reparti privati di RSA in SUAP.

Le ASL ci sembra stiano facendo il contrario.

Infine l’ultima sorpresa: Nel nuovo PIANO SANITARIO REGIONALE le SUAP SONO STATE CANCELLATE.

Nel capitolo 6.3 – Le attività di riabilitazione, si afferma che “…vengono confermati gli assetti del privato accreditato, anche attraverso la riconversione delle case di cura neuropsichiatriche…”, leggasi ancora una volta si premia una imprenditoria privata che in questi anni ha semplicemente trasformato posti letto di riabilitazione in posti letto qualificati in termini economici.

Nessun miglioramento si è avuto in termini di umanizzazione delle cure, di qualificazione degli standard e di ricerca scientifica innovativa.

Con l’ovvio risultato che le famiglie continuano a portare fuori Regione i loro malati.

Inoltre si parla genericamente di conferma e potenziamento della “ rete dell’alta specialità riabilitativa”, insistendo su Centri che hanno dimostrato negli anni di non essere adeguati ne a livello nazionale ne tantomeno a livello regionale.

Si parla poi di potenziamento delle strutture riabilitative nell’area pubblica ( cod. 75 e 28), come avevano previsto tutti i Piani Ospedalieri degli ultimi 20 anni, individuando Strutture Ospedaliere ((S. Sebastiano e S.Anna a Caserta ad esempio) che ci lasciano quantomeno dubbiosi.

Ad oggi nessun posto letto del codice 28 è effettivamente operativo nelle strutture pubbliche.

Evidentemente , ancora una volta si delega a privati screditati e delegittimati dai risultati ottenuti fino ad oggi, un settore che avrebbe bisogno di attrarre le migliori opportunità esistenti sul territorio nazionale.

Il risultato è e sarà quello che continueranno, in massa, le migrazioni extraregionali.

E speriamo che non si alzino le solite grida manzoniane contro questi esodi, che sono causati dalle scelte sbagliate fatte da tutte le amministrazioni succedutesi in questi ultimi 20 anni.

Evidentemente per la Regione Campania il problema del coma , degli Stati Vegetativi, dei mielolesi, dei teraplegici, etc., si risolve solamente approvando atti formali.

Ne prendiamo atto, ma nessuno ci potrà impedire di far valere i nostri diritti e quelli dei nostri assistiti in tutte le sedi.

Alla Giunta chiediamo solamente di controllare con molta attenzione ciò che quotidianamente non si fa in strutture che dovrebbero essere al servizio dei cittadini gravemente malati, ma che continuano a produrre inappropriatezza, antieconomicità delle prestazioni, scarsa qualità nei servizi.

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