LA SOLITA SCENEGGIATA DEI PRIVATI DELLA REGIONE CAMPANIA

LA SOLITA SCENEGGIATA DEI PRIVATI DELLA REGIONE CAMPANIA

Con i decreti del Commissario ad Acta per la Sanità On. Caldoro, a seguito della procedura esperita dalle ASL della Regione, nel novembre 2014, FU completato l’iter amministrativo per l’accreditamento delle strutture private della Regione Campania.

FU UN RISULTATO IMPORTANTE ANCHE SE, COME SEMPRE, LA REGIONE CAMPANIA ARRIVO’ ULTIMA NELLA DEFINIZIONE DI PROCESSI VIRTUOSI DI CONTROLLO DEGLI STANDARD ORGANIZZATIVI E ASSISTENZIALI IN SANITA’.

Le Associazioni di categoria rappresentative delle strutture private ( Aiop in testa),  che certamente non mancano di mezzi finanziari, dopo avere  ottenuto l’accreditamento (con  un ritardo epocale rispetto alle altre Regioni ), avviarono una costosa campagna stampa in cui si lamentano del giusto adeguamento tariffario effettuato dalla Regione Campania.

Ciò che ci sorprese e ci sorprende fu il silenzio delle Istituzioni e delle forze politiche e sindacali, che dovrebbero ricordare a queste Entità il fatto

( non marginale in termini economici) che per anni hanno lucrato sui ritardi nell’adeguamento strutturale, dimenticano che molte realtà dovevano essere chiuse o ridimensionate perché non rispettavano i requisiti strutturali o organizzativi. Altre hanno subito provvedimenti dalla Magistratura per il mancato o  ritardato pagamento di stipendi e contributi senza riceverne la dovuta revoca del contratto.

In questi anni si è loro permesso di sostituirsi al pubblico ristrutturando vecchi ed obsoleti reparti RSA per trasformarli in SUAP o Hospice, con il rischio di utilizzo massiccio dello stesso personale in più reparti, a scapito della qualità dei servizi erogati.

Dall’esame dei provvedimenti di accreditamento si evince che si è persa una grande occasione per innovare e ammodernare nelle strutture di assistenza e cura.

Entro il 31-12-2014, si  attendeva  il nuovo Piano Ospedaliero, è arrivato ad agosto del 2016.

Abbiamo fortemente criticato il Piano Zuccatelli e il Piano Caldoro che hanno di fatto peggiorato la situazione della Sanità Pubblica prevedendo solo tagli nel pubblico e non passando alla necessaria riqualificazione delle tante strutture pubbliche e private  inadeguate.

A tagliare si fa molto presto ( per altro era indispensabile per rispettare i provvedimenti governativi sul rientro del deficit ), ma alla prova della  riqualificazione  e ridefinizione di strutture rendendole  più efficienti ed efficaci, i Dirigenti delle ASL e dell’Assessorato si sono dimostrati quantomeno non adeguati.

Il nuovo Piano Ospedaliero è un Piano molto deludente che di fatto fotografa la situazione attuale, che non apporta modifiche innovative a strutture e scelte socio-sanitarie, sia nei territori, che per le specializzazioni.

In una parola con questo Piano la sanità campana resterà agli ultimi posti ancora per molto tempo.

La nostra speranza era che almeno in questa occasione a scrivere il Piano  non fossero  i soliti noti.

Invece è successo esattamente questo; le scelte conservative fatte nel settore della riabilitazione ne sono l’esempio.

La conseguenza sarà che avremo ancora  pessimi risultati e la sanità campana resterà come sempre in fondo alle classifiche .

Sarà l’ennesima occasione persa.

Ovviamente, e come al solito sorprendentemente, i soliti noti il giorno dopo avere ottenuto i risultati sperati ricominciato a fare  iniziative e comunicati in cui si lamentano !!!.

Perché? Per i limiti di budget.

Si contesta un giusto decreto del Commissario ad acta per la sanità che ne fissa i limiti.

Mentre i cittadini campani ( gli unici che dovrebbero far sentire la loro voce) sono ancora costretti a subire disagi e ad emigrare per curarsi adeguatamente, questi  signori chiedono ancora più soldi.

                      UNA VERGOGNA !!!!

Chiediamo che la Giunta Regionale inasprisca i controlli, attivi il Servizio Ispettivo affinchè venga verificato se tutte le Strutture Private Accreditate rispettano gli standard qualitativi ed organizzativi; se il personale è correttamente inquadrato e pagato.

Ma chiediamo soprattutto che a coloro che non sono in regola o non rispettano i decreti commissariali, vengano revocate le convenzioni, dando spazio a nuove realtà che garantiscano trasparenza e innovazione.

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